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QUALI SONO LE NORMATIVE SUGLI ADEMPIMENTI RELATIVI ALLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO?

D.Lgs. 81/08 e s.m.i. (L. n. 88/09; D.Lgs. n. 106/09), accordi Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, accordo Stato-Regioni 25 luglio 2012, Linee applicative.

TUTTE LE AZIENDE HANNO L’OBBLIGO DI ADEGUARSI ALLE NORMATIVE SULLA SICUREZZA?

L’art. 3 del D.Lgs. 81/2008 prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori di attività privati o pubblici.

La normativa si applica ogniqualvolta vi sia un Datore di Lavoro (DDL) e almeno un lavoratore di qualsiasi tipologia contrattuale, che sia o no pagato.

Tutte le aziende devono adempiere agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 ad esclusione delle imprese famigliari senza dipendenti, i lavoratori autonomi e le associazioni di volontariato.

QUALI SONO LE FIGURE DELLA SICUREZZA?

La sicurezza e salute sui luoghi di lavoro deve essere il risultato concertato di più azioni svolte da una molteplicità di soggetti, lavoratori compresi. A tal fine devono essere presenti le cosiddette “figure della sicurezza”, ovvero figure professionali che devono svolgere una serie di compiti precisi, con l’obiettivo ultimo di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori:

  • Datore di lavoro;
  • Dirigente (spesso nelle piccole e medie aziende non è presente);
  • Preposto (tipicamente, il capoufficio, caporeparto, caposquadra, capomacchina, capocantiere etc.);
  • Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP);
  • Addetti del Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP);
  • Medico competente (MC);
  • Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS);
  • Lavoratori incaricati della gestione delle emergenze (evacuazione, antincendio, primo soccorso);
  • Lavoratore.

CHI E’ IL DATORE DI LAVORO?

Datore di lavoro, secondo l’art. 2 è il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, identificabile con il soggetto che ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.

Come si classificano le attività in base ai livelli di rischio?

Nell’allegato 1 dell’accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 è riportata la suddivisione di tutte le attività identificate dal codice ATECO in 3 livelli di rischio BASSO-MEDIO-ALTO.

Formazione e aggiornamento sono obbligatori?

Le norme che definiscono la formazione e l’aggiornamento dei RSPP, lavoratori, preposti e dirigenti sono contenute nell’accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (G.U.) n. 8 del 11 gennaio 2012 ed entrate in vigore dal 26 gennaio scorso. In questo accordo sono specificati i contenuti e la durata dei corsi sia di formazione che di aggiornamento obbligatori, in relazione al codice ATECO e al livello di rischio dell’azienda, come previsti dall’articolo 37 del D.Lgs. 81/08.

CHI È L’RSPP?

L’RSPP – Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione – è la persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’art. 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.

Il Servizio di Prevenzione e Protezione provvede a:

  • individuare i fattori di rischio;
  • elaborare misure preventive e protettive per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro;
  • proporre programmi di informazione e formazione;
  • fornire specifiche informazioni ai lavoratori sui rischi potenziali e sulle misure di prevenzione da adottare.

Chi può essere nominato RSPP?

Ai sensi degli art. 31 e 34 del D.Lgs. 81/08, per svolgere l’incarico di RSPP è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore.

Tale compito può essere ricoperto da:

  • il Datore di lavoro stesso;
  • un dipendente dell’azienda;
  • un consulente esterno.

Quale è l’obbligo formativo per l’RSPP?

Per ricoprire l’incarico di RSPP è necessario aver partecipato a specifici corsi di formazione, con verifica di apprendimento, con durata in relazione al livello del rischio:

  • Rischio BASSO: 16 ore
  • Rischio MEDIO: 32 ore
  • Rischio ALTO: 48 ore

Quale è l’obbligo di aggiornamento per l’RSPP?

Ogni 5 anni in relazione del livello di rischio dell’attività.

  • Rischio BASSO 6 ore
  • Rischio MEDIO 10 ore
  • Rischio ALTO 14 ore

Quali sono le sanzioni per la mancata formazione o aggiornamento del RSPP?

Al datore di lavoro con l’incarico di RSPP che non adempie all’obbligo di formazione per il ruolo che ricopre è inflitta la sanzione di: arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da € 2.500,00 a € 6.400,00.

CHI È LAVORATORE?

Secondo l’art. 2 comma a del D.Lgs. 81/08 il lavoratore è la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari.

Quale è l’obbligo formativo per il lavoratore?

Formazione generale di 4 ore uguale per tutti

più formazione specifica in base al lavoro svolto e al livello di rischio dell’azienda, ossia:

  • 4 ore per settori a rischio basso
  • 8 ore per settori a rischio medio
  • 12 ore per settori a rischio alto

È obbligatorio l’aggiornamento per il lavoratore?

6 ore ogni 5 anni per tutti i settori.

Quali sono le sanzioni per la mancata formazione o aggiornamento dei lavoratori?

Per il datore di lavoro che non adempie all’obbligo di formazione dei lavoratori in relazione alla mansione svolta nell’ambito dell’azienda è prevista la sanzione di arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.200,00 a 5.200,00 €. Per il lavoratore che non partecipa alla formazione indicata è prevista la sanzione di arresto fino a 1 mese o ammenda da 200,00 a 600,00 €.

CHI È IL RSL?

L’RLS – Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza – è la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.

Nelle aziende o unità produttive fino a 15 lavoratori il RLS è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno oppure è individuato per più aziende nell’anbito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previsto dall’articolo 48 del D.Lgs. 81/08.

Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il RLS è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il rappresentante è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno.

Il numero minimo di RLS dipende dal numero di dipendenti:

  • 1 RLS nelle aziende o unità produttive sino a 200 lavoratori;
  • 3 RLS nelle aziende o unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori;
  • 6 RLS in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori.

Quale è l’obbligo formativo per l’RLS?

Ai sensi dell’Art. 37 del D.lgs 81/08 il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza –RLS-deve partecipare a una formazione specifica di 32 ore.

Quale è l’obbligo di aggiornamento per l’RLS?

  • 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori
  • 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori.

Anche in caso di un unico dipendente è obbligatorio avere in organico la figura del RLS?

Si

Quali sono le sanzioni per la mancata formazione o aggiornamento del RLS?

Al datore di lavoro che non adempie alla formazione abbligatorio del RLS (eletto dai lavoratori) è inflitta la sanzione di: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.200,00 a 5.200,00 €

CHI SONO I DIRIGENTI E I PREPOSTI?

Secondo l’Art.2 comma d – e del D.Lgs. 81/08:

il DIRIGENTE è la persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa

il PREPOSTO è la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.

Sono dei lavoratori designati dal datore di lavoro in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza.

Art. 46: La prevenzione incendi è la funzione di preminente interesse pubblico, di esclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativi uniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell’ambiente.

Secondo il D.M. 10 marzo 1998, si devono costituire squadre di lavoratori (fisicamente idonei) in numero sufficiente, che devono essere adeguatamente formati (in modo adeguato rispetto ai rischi presenti in azienda) in materia di antincendio ed evacuazione.

Art. 45: Il datore di lavoro, sentito il medico competente, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati in base alla natura dell’attività.